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Bellezze di confine

Urbania, Sant'Angelo in Vado, Mercatello sul Metauro e Lamoli

Una terra da scoprire incastonata tra Toscana e Umbria, l’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino con i suoi piccoli borghi, appare come un gioiello immerso nel cuore verde d’Italia. Da un punto di vista geografico, l’area nord-ovest delle Marche è indissolubilmente legata all’Umbria, alla Toscana e all’Emilia Romagna, sfociando l’una nelle altre per creare una regione splendida e fertile, ricca di arte, cultura e storia. Un esempio è Urbania, cittadina ricca di opere d'arte che conserva gran parte del caratteristico nucleo medievale quattrocentesco. Conosciuta dal Duecento con il nome di Casteldurante, nel Cinquecento Urbania divenne famosa in tutta Europa sia per le sue ceramiche, sia per essere il “luogo di delizie” dei duchi Montefeltro-Della Rovere. Furono proprio questi ultimi, infatti, a far costruire un’apposita strada che connetteva Urbania ad Urbino per raggiungere la cittadina in sole tre ore di lettiga.

Tra i monumenti di rilievo vi è il Palazzo Ducale, una vasta mole laterizia eretta dai Brancaleoni alla fine del '200 e divenuta in seguito dimora dell’ultimo Duca di Urbino. Al suo interno, hanno sede la Biblioteca, il Museo di Storia dell’Agricoltura e la Pinacoteca comunale. Di particolare interesse è la Chiesa dei Morti, ornata da uno splendido portale gotico, che conserva al suo interno il Cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuto a una particolare muffa naturale. Situato a nord-ovest della Città, a 1 km dal centro in direzione Sant’Angelo in Vado, vi è il Barco Ducale. Fondato nel 1465 per volere di Federico da Montefeltro, il Barco era un parco venatorio ed offriva al Duca una possibilità di ristoro spirituale oltre che di svago fisico. L’attuale complesso architettonico che ora possiamo ammirare è un convento settecentesco in stile vanvitelliano, divenuto sede delle attività e dei laboratori di ceramica e di artigianato artistico del Museo Civico. La graziosa cittadina di Sant’Angelo in Vado, celebre per i bellissimi mosaici della Domus del Mito, è zona di produzione di tartufi (una mostra nazionale si tiene ogni anno tra ottobre e novembre) e di vino santo.

Capoluogo dell’antica provincia della Massa Trabaria, Sant’Angelo in Vado presenta l’area archeologica di Tifernum Metaurense che ha restituito numerosi reperti di epoca imperiale romana attualmente in mostra presso il museo. Di differente tipologia è, invece il Museo “I vecchi mestieri”, collocato nei sotterranei di Palazzo Mercuri dove sono stati ricostruiti i laboratori di attività artigianali presenti da secoli in questo centro. Il Museo, inoltre, conserva documenti materiali di altri mestieri che sottolineano l'eccellenza e la particolarità dell'artigianato di Sant'Angelo in Vado come: l’ebanisteria, il ferro battuto e infine l'oreficeria. Tra i principali edifici di architettura religiosa spicca la Chiesa di Santa Maria dei Servi, che deve la sua importanza alla presenza di opere come: i dipinti di Raffaellino del Colle e del vadese Francesco Mancini. Paese dotato di piccole industrie e attività artigianali (mobili, confezioni dei merletti a tombolo), Mercatello sul Metauro deve il suo nome al ruolo di piccolo mercato di tronchi di abete che ricoprì sin dall’epoca medievale. Dotata nel XIII secolo di una cinta muraria oggi scomparsa, il tessuto urbanistico di Mercatello conserva ancora monumenti di significativo interesse. Un esempio è la Pieve Collegiata caratterizzata dalla massa muraria della primitiva costruzione romanica e da finestre gotiche nei fianchi. L'interno basilicale è a tre navate e contiene numerose opere realizzate da vari artisti, tra cui Raffaellin del Colle e Francesco Guerrieri. L’edificio condivide piazza Garibaldi con il porticato del Palazzo Comunale e il severo palazzo Gasparini, sormontato da un aereo belvedere. In stile gotico primitivo, la vicina Chiesa di Francesco presenta una facciata a superficie piana con il portale principale arricchito da fasci di colonnine laterali inframezzati a piccoli pilastri e sormontati da un arco acuto. L'altare custodisce il dipinto su tavola “Madonna con santi” (1345) attribuito a Giovanni Baronzio, mentre nella sacrestia è situata la splendida tela di Claudio Ridolfi, raffigurante il “Battesimo di Gesù”. L’annesso Convento di San Francesco, così come oggi si presenta, è il frutto di numerose trasformazioni e consistenti mutilazioni. Il convento, di origini duecentesche, fu sede dei frati cappuccini fino al 1883, quando divenne sede episcopale del vescovo di Urbania. Dal 2007 Chiesa e Convento sono divenuti sede del museo omonimo. Piccolo nucleo abitato a meno di 10 km dal confine con la fertile conca tiberina in territorio umbro, Lamoli è dominato dall’Abbazia di S. Michele Arcangelo. Parte di un'abbazia benedettina fondata nel VII-VIII secolo, il chiostro dell’edificio custodisce al suo interno l’interessantissimo Museo dei Colori Naturali “Delio Bischi”. Il Museo rappresenta un percorso sulla storia dei colori naturali attraverso l’uomo che li ha utilizzati dall’antichità fino ai primi anni del ‘900, quando entrarono sul mercato i colori sintetici.

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