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Città ideali

Urbino e Cagli

L'utopia della "Città Ideale" costituisce uno dei temi più affascinanti e suggestivi di tutto il Rinascimento, momento in cui la città riprende nuovamente il ruolo centrale di luogo fondamentale per l’attività dell’uomo. La progettazione architettonica delle quattrocentesche città ideali, infatti, doveva essere in grado di predisporre e distribuire nel tessuto cittadino, i punti cardine della vita politica e sociale - come Palazzi pubblici, piazze e fortificazioni- in maniera armonica e moderna. Modelli esemplari di idealizzazione della città sono tutt’oggi riscontrabili nelle città di Urbino e Cagli, due nuclei fondamentali dell’antico ducato di Montefeltro ricchi di tesori artistici ed architettonici. Urbino è caratterizzata da un un impianto urbanistico e un centro storico risalenti alla metà del Quattrocento e ancora mirabilmente conservati, tanto da divenire nel 1998 patrimonio dell’umanità UNESCO.

Tra le creazioni più alte dell’architettura rinascimentale, il Palazzo Ducale di Urbino fu la prima dimora principesca del Quattrocento voluta dal duca Federico da Montefeltro. Costruito secondo gli ideali e schemi rinascimentali, l’edificio si presenta esternamente come un’imponente mole laterizia dal cui corpo centrale si staccano due ali; una che spinge a sud verso il Palazzo dell’Università e l’altra che si proietta a nord verso il fianco del Duomo. Quest’ultima ala forma con il prospetto principale la cosiddetta “facciata a due ali”, opera di Francesco di Giorgio Martini. La parte più suggestiva e originale della costruzione è la “facciata dei torricini”, dovuta al Laurana, appartenente al prospetto occidentale e raggiungibile costeggiando il palazzo dalla parte di piazza Rinascimento. Il Palazzo Ducale è sede della nota Galleria Nazionale delle Marche. Quest’ultima, custodisce capolavori di calibro internazionale, come: la “Flagellazione” e la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, la “Veduta della città ideale” del Laurana, “La Muta” di Raffaello e il “Cristo benedicente” del Bramantino. Accanto al palazzo si trova il Duomo, il polo religioso della città compiuto da Muzio Oddi nel 1604 e ricostruito tra il 1789-1801 dal Valadier in forme neoclassiche. L’edificio è preceduto da un’ampia scalinata e coronato dall’alta cupola con grandi finestre, contrafforti e lanternino. Dalla Vecchia Sagrestia della cattedrale si accede al Museo Diocesano Albani, composto da sette sale espositive che custodiscono preziosi resti dello straordinario patrimonio artistico dell’Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado. Situata sull’angolo tra piazza Rinascimento e via Saffi, a poca distanza dal Palazzo Ducale, sorge il Palazzo dell'Università, antica residenza dei Montefeltro fondata nel 1506 e sede centrale di un'istruzione culturale che dà pregio, tono e vivacità all'intera vita cittadina. Dopo il Palazzo Ducale, il monumento più insigne della città è sicuramente l’oratorio di S. Giovanni Battista. Caratterizzata dalla sua decorazione pittorica quattrocentesca dei Salimbeni, la costruzione venne compiuta nell’ultimo decennio del XIV secolo, ma la facciata, d’imitazione gotica, risale al primo Novecento.

Abitata anticamente dagli umbri e dai romani, Cagli fu tra i capisaldi della Pentapoli montana bizantina (con Fossombrone, Gubbio, Jesi e Urbino). Situata su uno sperone del Monte Petrano, il nucleo antico di Cagli comprende il Ponte Mallio, una poderosa opera romana di probabile origine umbra, restaurata in epoca augustea, con un arco di 26 cunei. Altro fondamentale elemento del nucleo antico è il Palazzo Pubblico (del Comune), eretto nel 1289, rifatto nel 1463 per volere di Federico II di Urbino e a cui mise mano più tardi anche Francesco di Giorgio Martini. All’interno dell’edificio, la cui facciata conserva i resti della prima costruzione e dei rifacimenti rinascimentali, è stato riallestito e arricchito il Museo Archeologico e della Via Flaminia, che raccoglie reperti provenienti dalla romana Cales. Situato sulla piazza principale sorge la Concattedrale di S. Maria Assunta (Duomo) caratterizzato da un'imponente facciata con tracce di finestre romaniche e fiancheggiata dal basso campanile terminante con un'edicola ottagonale. La cattedrale medioevale lascia il posto nel 1646 a quella attuale, tanto che di essa ci restano solo poche tracce, tra cui il portale costruito nel 1424 da Antonio di mastro Cristoforo da Cagli. La Basilica cattedrale di Cagli ha un impianto a tre navate che, con i suoi 54 metri di lunghezza, viene annoverato tra le grandi cattedrali marchigiane.

Sulla destra del Teatro si trova invece il poderoso torrione della Rocca facente parte dell'imponente sistema di fortificazioni della rocca, costruita nel 1481 da Francesco di Giorgio Martini per Federico II di Urbino e distrutta nel 1502 dal figlio Guidobaldo che non volle cederla al Valentino. Oggi l'edificio ospita il Centro per la Scultura Contemporanea, nato a seguito del successo ricevuto dalla mostra "Pensieri Spaziali”, ideata nel 1989 da Eliseo Mattiacci. Con questa mostra, infatti, prese corpo l’idea di destinare il Torrione Martiniano a sede permanente di una collezione d'arte contemporanea in continua espansione.

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