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Nel cuore del Piceno

Monterubbiano, Montefiore dell’Aso e Petritoli

Il Piceno, compreso tra la valle del Tenna a nord e quella del Tronto a sud è formato da dorsali collinari che scendono dai Monti Sibillini al mare. Sui crinali si attestarono nell'alto Medioevo i borghi murati - i "castelli" - che dall'età feudale fieramente difesero la loro autonomia dai due centri maggiori, Fermo e Ascoli Piceno. Tra le due rivali, Sisto V dette vita a un nuovo polo di controllo e di aggregazione territoriale, il Presidiato di Montalto, nella valle dell'Aso, che fu vitale fino alla fine del Settecento. A comporlo, vi sono borghi in elevata posizione panoramica sulla Val d'Aso come Monterubbiano, dalle connotazioni storico architettoniche di indubbio interesse. A dividere le valli dell'Aso e del Menocchia, invece, si situa Montefiore dell'Aso, castello conteso tra Ascolani e Fermani nel Medioevo che vi firmarono solenne impegno di pace nel 1421 e patria del pittore Adolfo De Carolis. Risalendo la cresta di un contrafforte che domina piccole valli a nord si giunge a Petritoli, borgo originatosi intorno all'anno 1000 col nome di Castel Rodolfo e che prese l'attuale nome a seguito del processo di fusione dei tre castelli di Petrosa, Petrania e Petrollavia. Antichissimo centro piceno, nel 269 a.C. Monterubbiano divenne colonia romana e le fu attribuito il nome "Urbs Urbana". Distrutta nel sec. V dai Goti, risorse per opera dei Benedettini e dei Farfensi. Nel 1433-46 subì l'occupazione di Francesco Sforza che lo fortificò, quindi passò alla Chiesa intorno al 1500. La piazza centrale di Monterubbiano è dominata dal Palazzo Comunale, d'imitazione romana con un portico a basse colonne, un piano di bifore e una torre merlata. Al suo interno conserva dipinti su tela dei sec. XVI-XVII recentemente restaurati, fra cui quello raffigurante la "Donna che allatta" attribuito a Francesco Menzocchi. Sul lato di fronte vi è il palazzo Calzecchi Onesti, eretto nella metà del sec. XVI con finestre rinascimentali al primo piano. Sulla piazza prospetta anche la collegiata di S. Maria dei Letterati, rifatta nell'Ottocento, la quale al suo interno custodisce un'Assunzione del Pagani datata 1539.

Abitato sin dalla preistoria, con la conquista da parte di Roma, Montefiore divenne una centuriazione dell'Ager Cuprensis, ovvero della vicina Cupra romana. In seguito alle invasioni barbariche, per motivi difensivi, cominciarono a formarsi dei villaggi fortificati: i "Castrum". Il centro storico di Montefiore conserva tutt'oggi larghi tratti di cinta muraria con porte e sei torri. Nella parte medievale dell'abitato si trova la collegiata di S. Lucia, risalente al periodo romanico e rifatta nel 1850, nella cui cappella è esposto parte di un polittico smembrato in 6 pannelli del Crivelli (1474). Altra chiesa degna di nota è quella di S. Francesco costruita fra il 1247 e il 1303 in stile romanico-gotico e rimaneggiata e voltata verso la fine del '600. La chiesa ospita il singolare monumento funebre fatto erigere dal Cardinale Gentile Partino in memoria dei genitori. Il complesso comprende anche il chiostro e la Sala Adolfo de Carolis al cui interno vi è una mostra permanente dedicata al pittore.

Fondato nel sec. X dai monaci di Farfa, Petritoli conserva avanzi di fortificazioni medievali e un antico nucleo dalle case caratteristiche (borgo vecchio). Originale e tipica è la Porta composta da tre archi gotici e serrata da torri cilindriche che dà l'ingresso al paese. In Piazza Castello si può trovare una Torre Civica ottocentesca anch'essa tipica per la singolare fattura: il basamento è quadrato, il soprastante corpo è esagonale mentre diviene cilindrico quello terminale. Di particolare importanza è l'antico Monastero delle Suore di S. Chiara, ora sede del Palazzo Comunale, che presenta all'esterno una facciata del 1621 decorata in laterizio e, al suo interno, un coro ligneo del sec. XVIII. Annessa all'ex Monastero, vi è la Chiesa di Sant'Andrea in cui, assieme ai dipinti di S. Interlenghi, di Fontana e Magini, si conservano una tela raffigurante S. Pietro e una Vergine Immacolata, olio su tela di scuola romana del sec. XVIII.

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