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Tradizione artigiana

Massa Fermana, Montappone, Monte Vidon Corrado, Monsampietro Morìco e Montottone

Terra che ancora oggi mantiene la propria identità sulle attività tradizionali, dalla lavorazione della ceramica a quella della paglia, la Marca Fermana si caratterizza soprattutto per l’artigianato artistico del territorio che si basa su antiche tradizioni e materiali tipici della zona, che convivono con le più moderne tecnologie. Antico e glorioso castello medievale appartenente alla famiglia dei Brunfonte, Massa Fermana è oggi un fiorente paese agricolo con numerose fabbriche di cappelli e borse di paglia. Uno dei punti di interesse principale della cittadina è sicuramente il Museo degli Antichi Mestieri di Strada situato al piano terra di Porta Sant'Antonio, resto dell'antico Castello trecentesco ora composto da una torre con piombatoi e merli ghibellini e fiancheggiato da due doppie logge. Proseguendo nel nucleo storico, vi è la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, in cui sono conservate opere di grande valore artistico come il polittico di Carlo Crivelli (1468), una tavola a fondo dorato rappresentante la “Madonna con Bambino in trono e i Ss. Giovanni Battista, Lorenzo, Francesco e Silvestro”. Quest'ultima, rappresenta la più antica opera del pittore veneziano nelle Marche.

Castello feudale nell’anno 1000 e feudo della famiglia Nobili, come tutti i centri della zona fondati in epoca medievale Montappone sorge su una collina e deve il suo benessere economico all’industria della lavorazione dei cappelli di paglia. In rappresentanza di questa tradizione vi è il Museo del Cappello che conserva macchinari, documenti, materiale fotografico e disegni raccolti nei comuni vicini dediti a questa stessa attività. D'interesse ambientale è il nucleo medioevale, al cui inizio vi è un piazzetta dove sorge l'Oratorio del SS. Sacramento, con portale trecentesco in cotto sovrastato dallo stemma della confraternita; all’interno alcuni affreschi cinquecenteschi tra i quali “Madonna con il Bambino tra i SS. Giovanni Battista e Giorgio” erroneamente attribuiti a Vincenzo Pagani. Patria del noto pittore astrattista Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado sorge sull’asse di comunicazione tra la valle del Tenna e il Chienti, in uno sperone panoramico che domina il territorio dai Sibillini al mare. La matrice medievale della cittadina è fortemente leggibile nella struttura urbana, improntata sull’antico incasato del castello feudale le cui mura poligonali risalgono al XIV-XV secolo. Domina il centro la facciata settecentesca della chiesa parrocchiale di San Vito, con all’interno tele settecentesche del Monti, un intenso crocefisso di scuola del Guercino e la cappellina secentesca del santo dedicatario interamente stuccata. Insieme a Falerone, Massa Fermana e Montappone fa parte dello storico distretto della paglia, che ha radici settecentesche. Nota per le attività tradizionali dell’uncinetto e del tombolo, Monsampietro Morico è un piccolo borgo dell’entroterra fermano che sorge su una ridente collina sulla riva del fiume Ete Vivo. Di origine antichissima, la cittadina deve il suo nome alla moglie del fondatore del suo castello - Morica - per aver dato al suo consorte, figlio del conte delle Puglie, tre figli maschi. Come parte integrante dell’originale castello merlato del ‘400, nel nucleo storico del borgo si può ancora trovare la Torre Poligonale , situata in prossimità della Chiesa di San Francesco, che conserva al suo interno dipinti su tela del XVI sec. ed un affresco sopra l’altare centrale raffigurante la “Madonna della Misericordia” pregevole opera di un pittore del ‘400. Presso il Municipio, invece, si può trovare un trittico Crivellesco opera quattrocentesca di Carlo Crivelli. Centro di interesse storico-artistico dell’entroterra Fermano, con i suoi dolci declini collinari Montottone gode di una splendida posizione panoramica. Questo borgo, conosciuto da secoli nel circondario per la lavorazione dell'argilla è denominato "lu paese de li coccià" (il paese dei vasai). Gli artigiani si tramandarono l'arte di padre in figlio. Oggi, a continuare la tradizione, c'è una sola bottega, quella della famiglia Bozzi. La tecnica della lavorazione della terracotta è rimasta sempre rigorosamente artigianale e i passaggi della tradizionale lavorazione dell'argilla si possono ammirare con una visita al locale Museo della civiltà contadina e al Museo della ceramica. ll principale accesso al paese che lo connetteva alla città di Fermo attraverso la via Grande è chiamato Porta Marina conservatasi integra nella sua configurazione medievale fino a tutto il secolo XVIII. Di particolare interesse è la Chiesa Madonna delle Grazie, fin dall’origine costruita a forma di croce greca, che conserva sull’altare maggiore un affresco a muro del XV secolo rappresentante la “Vergine in trono con il bambino e gli angeli musicanti”.

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